Chi Sono

C’è bisogno di tornare a credere che è possibile cambiare

Sì: c’è bisogno di tornare a credere che è possibile cambiare.
Chi mi conosce lo sa: questo è ciò che penso. E voglio partire da qui, mettendo in cima a queste righe il mio modo di sentire, di vivere, di essere uomo pubblico.
Sono stato consigliere comunale, provinciale, regionale, e provengo da una scuola che interpreta la politica come strumento, non come fine. Nulla di retorico, solo la mia realtà: essere tra le persone, ascoltarne le istanze, trovare possibili punti di incontro e obiettivi comuni, affrontare le soluzioni dei problemi, è per me vivere pienamente il tempo che ho a disposizione.

Sono figlio della tradizione contadina, secondo cui un albero che cresce è tale sia se guardato dalla finestra di una casa sia se ammirato dalla piazza di un paese: quella tradizione contadina –  però – che sa che è importante che ci sia, tanto in quella casa quanto in quel comune che amministra, il massimo della collaborazione, della lealtà, della assunzione di responsabilità, per far sì che l’albero viva.

Ho da sempre militato nelle formazioni giovanili della Democrazia Cristiana, provenendo dal mondo del volontariato cattolico. Vado fiero, tra l’altro, delle mia esperienza in parrocchia: un percorso intenso, una scuola che ha sostenuto la mia crescita interiore e sociale. Politicamente, con la conclusione della grande storia della Dc, ho aderito al Partito Popolare, poi sono approdato nella Margherita; oggi, dopo aver partecipato convintamente alla sua nascita, sono nel Partito Democratico.

Significativo è stato il mio rapporto con il compianto senatore Severino Lavagnini: una amicizia grande, fondata sui valori della fiducia e della stima. Inutile dire poi che, storicamente, le figure di Don Sturzo e di De Gasperi sono ben presenti in tutta la mia formazione, così come di molti esponenti del cattolicesimo democratico.

Il mio essere cristiano, cattolico, è un punto di partenza ed un porto di approdo. Da questo molo m’incammino, ogni giorno, perché ritengo necessario confrontarmi con la società. Questa esigenza nasce dal desiderio di costruire, essere al servizio della comunità, delle famiglie che la compongono, dei cittadini, tutti protagonisti in cui mi riconosco perché io a loro appartengo, con tutto il mio essere e, dunque, anche con la mia fede ed i miei errori.

Con un po’ di nostalgia penso agli anni degli studi, all’esperienza universitaria presso la Luiss, alla laurea in Economia, ai maestri che – in questo percorso – ho avuto modo di conoscere e stimare. Vedo la mia assunzione in uno dei più grandi gruppi bancari del  Paese come l’esito naturale delle mie aspirazioni. Guardo tutto questo, adesso, e ritrovo sempre me stesso.

Ho profuso tutto il mio impegno, dal 2005 al 2010, con la giunta regionale di centrosinistra: dopo tre anni intensi, in cui ho avuto l’onore e l’onere di ricoprire l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa della Regione Lazio, ho scelto di dedicarmi a tempo pieno all’ambito delle Infrastrutture, dei Lavori Pubblici.

Dal settembre 2009, e quindi dopo quattro anni e mezzo in assessorato, sono stato eletto Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, con il difficile compito di traghettare la Regione sino alla fine della legislatura. Un impegno che ho assunto con spirito di servizio e al contempo che ho accolto con grande onore. Dentro l’Aula credo di essere sempre stato il presidente di tutti, rappresentando le diverse sensibilità politiche, convinto che l’Assemblea regionale sia un luogo di confronto e l’organo principe deputato all’iniziativa e alla produzione legislativa.

Dal 12 maggio 2010, dopo che le elezioni regionali hanno consegnato il Lazio al centrodestra, sono stato eletto Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.

Con la fine prematura della consiliatura regionale guidata dal centrodestra, ho deciso di candidarmi alle primarie per la scelta dei Parlamentari del Partito democratico, adottate a causa della legge elettorale, il “Porcellum”, che non consente ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Sono così risultato eletto insieme ad altri colleghi della Provincia di Roma in una prova di democrazia diretta senza precedenti. Le politiche del 24 e 25 febbraio, poi, seppur in un quadro particolarmente difficile per il nostro Paese, hanno consegnato la maggioranza al Partito democratico, e sono stato eletto Senatore della Repubblica.

Il 26 marzo sono stato nominato, su designazione del Gruppo del Partito Democratico, membro della Commissione speciale sui ddl di conversione dei decreti legge, che avrà il compito di esaminare i disegni di legge di conversione dei decreti-legge e di altri provvedimenti urgenti presentati dal Governo.

Dal 7 maggio faccio parte della 10 Commissione permanente (Industria, commercio, turismo).

Il 4 dicembre sono stato eletto membro della Commissione di vigilanza della Cassa Depositi e Prestiti, organismo di controllo composto da 4 senatori e 4 deputati.

Un percorso impegnativo, sì. Un percorso che non avrei potuto compiere da solo e che ho voluto condividere con quanti avvertono il mio stesso bisogno: quello di tornare a credere che è possibile cambiare. Appunto.
Grazie a quanti vorranno affiancarmi in questo cammino.

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