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Bruno Astorre

Nato a Roma l'11 marzo 1963, vivo da sempre ai Castelli Romani. Senatore della Repubblica. Membro della Direzione Nazionale del PD. Provengo da una scuola che interpreta la politica come strumento e non come fine.

Biografia Completa

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    Ho richiesto di apporre la firma al ddl Fornaro-Chiti che disciplina l’elezione diretta dei senatori-consiglieri regionali, come previsto da comma 6 dell’art.57 della Riforma Costituzionale. La proposta Fornaro-Chiti prevede che il giorno delle elezioni regionali all’elettore siano consegnate due schede: la prima per l’elezione del Consiglio regionale e la seconda per la scelta del senatore-consigliere regionale. È questo il testo base che il Partito Democratico ha fatto proprio ieri in Direzione nazionale, su proposta del segretario Matteo Renzi, e che sottoporrà alle Camere per permettere ai cittadini di scegliere i senatori. Chi mi conosce sa che ho sempre creduto nel diritto di scegliere i propri rappresentanti. Trovo, quindi, l’impostazione di questa proposta molto corretta, perché garantisce un Senato scelto direttamente dai cittadini e quindi piena espressione della volontà popolare.

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    Il balzo in avanti registrato dalla produzione industriale ad agosto (+1,7% rispetto al mese precedente) è un dato molto positivo, che ci indica che siamo sulla strada giusta. Se confrontiamo il dato con quello dell’agosto dello scorso anno l’aumento tendenziale è stato addirittura del 4,1%, la miglior crescita positiva da 5 anni a questa parte. L’Italia sta ripartendo, i dati parlano chiaro. Da parte nostra dobbiamo mettere in campo tutte le azioni positive per sostenere la ripresa e creare le condizioni per consolidare questi risultati. Il Governo, con il piano Industria 4.0 e più in generale con le riforma che sta portando avanti, ha posto le basi di un percorso che si è rivelato vincente e che ora dobbiamo continuare a proseguire con convinzione e serietà.

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    Insediare al più presto la Commissione d’accesso prefettizia nel Comune di Anzio per indagare su eventuali infiltrazioni mafiose: è quanto ho chiesto con un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno, della quale è primo firmatario il capogruppo dem in Commissione Antimafia Franco Mirabelli e che è stata sottoscritta da tutti i senatori democratici eletti nella regione. Nel Comune di Anzio, municipio metropolitano di Roma Capitale è stata rilevata la presenza di numerose organizzazioni criminali, tra cui il clan Schiavone-Noviello e la cosca della ‘ndrangheta dei Gallace di Guardavalle. Tra il 2012 e il 2016 numerosi amministratori comunali sono stati fatti oggetto di pesanti atti intimidatori. Il 14 marzo 2016 l’assessore comunale all’ambiente Patrizio Placidi è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Velletri per abuso d’ufficio nell’ambito dell’indagine relativa all’affidamento di diversi servizi a coop sociali. La stessa ed altre inchieste hanno visto coinvolti anche dirigenti e consiglieri comunali, mentre il vicesindaco del comune Giorgio Zucchini è menzionato in
    un’indagine in materia di estorsione. Altre inchieste per corruzione ed estorsione vedono coinvolti società, cooperative e
    imprenditori collegati a vario titolo a consiglieri comunali. Nel 2014 sono stati inoltre condannati per corruzione il dirigente
    dell’ufficio servizi sociali del Comune, nonché l’assessore ai servizi sociali Italo Colarieti, mentre la società Centro Servizi Immobiliari di Domenico Perronace, nipote del consigliere di maggioranza Pasquale Perronace, risulta affidataria di
    numerosi lavori assegnati dal Comune senza alcuna procedura di gara. Alla luce di questi fatti e delle numerose interrogazioni
    già rivolte al ministro Alfano chiediamo un immediato intervento al titolare del dicastero dell’Interno per l’insediamento della commissione prefettizia di accesso al Comune, atto propedeutico all’eventuale scioglimento per mafia. Non si può più aspettare.